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Stampa imbavagliata,controlli scadenti: ecco il pomeriggio di Renzi a Messina

Giornalisti a cui viene offerta un’altra aula per seguire il discorso di Renzi in diretta streaming,controlli scadenti, per non dire inesistenti, per entrare nell’Aula magna del rettorato e fotografi e operatori messi in difficoltà nel svolgere il proprio lavoro.

Resta da capire se l’obiettivo fosse rendere totalmente inefficace la stampa o si è trattato solamente della disorganizzazione tipicamente messinese

Lo spettacolo di cui la stampa ieri pomeriggio è stata vittima ,nel pomeriggio di Renzi, ha del grottesco.

Relegare i giornalisti in un’altra aula e farli assistere a una diretta streaming,significa mettergli un grosso bavaglio in bocca.

Ma partiamo dall’inizio: polizia schierata,non passa nessuno,a meno che non si indossi una giacca,allora li il lascia passare è garantito.

Ed è quello che succede a me che,cosa strana, indossata giacca e camicia, mi vedo spalancare le porte del rettorato. Solo il primo step però.

Altra selezione per salire nell’aula magna del rettorato: c’è un elenco,nomi,testate,giornali.

Ma qualcuno si cura di controllarlo? Neanche lontanamente, e allora mi basta dire con tono sicuro che sono li come stampa che mi viene steso il tappeto rosso e riesco a passare nuovamente arrivando al luogo dell’incontro.

Tutto molto bello,perchè io ero accreditato lo ero realmente,ma se cosi non fosse stato?

Controlli assolutamente da rivedere.

Ed è in aula magna che si passa da un eccesso all’altro.

I giornalisti stiano in un’altra aula e assistano alla diretta streaming. La lontana paura di qualche domanda scomoda si fa sentire,ma è più una precauzione inutile,perchè nessun cronista credeva realmente,come invece sarebbe normale in un paese democratico, di poter fare domande e interventi. Alcuni abbandonano l’Università come i colleghi di MessinaOra a cui va tutto il nostro appoggio.

A me che ero li come fotografo invece, viene riservato un trattamento ancora più tragicomico,fotografi infondo alla sala.

Da quando seguo eventi e manifestazioni, sono pochi gli anni,ma diversi gli eventi, mi è sempre capitato di essere più vicino agli altri al centro della scena,mai invece di essere il più lontano. Buffo poi che quelli che ci fanno accomodare in fondo,siano quelli che al momento della firma,che teoricamente era il fulcro dell’incontro, si piazzino davanti a tutti a 2 metri dal tavolo tecnico e rovinino foto e riprese agli operatori che li come loro,sono li per lavorare.

Ancora più buffo è che in un clima da scuole elementari,si minacci che se non fossero stati liberati i corridoi esterni dove i vari operatori e fotografi si erano piazzati,non per disprezzo delle regole,ma per pura necessità, si venga minacciati che in caso non ci si fosse spostati il premier non sarebbe venuto. Ironia della sorte nessuno si è spostato,vuoi vedere che più che come minaccia,sia stata interpretata come promessa?

Per chiudere,una considerazione sui presenti in sala,a cui dell’interesse di Messina,interessava ben poco,sicuramente meno del vedere da vicino il Premier. Non si spiegherebbe  sennò il rumoreggiare della sala alle richieste del primo cittadino Accorinti a Renzi. Tempi da selfie,dirette e foto da postare su facebook,estremamente più importanti del futuro di una città,e di un meridione, al collasso.


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About Claudio Andò

Claudio Andò
se son d' umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie: di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo...

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